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Il rapporto OsMed 2012 presenta per la prima volta i dati sull'entità del pay-back correlato ai contratti d'esito in vigore dal 2007.

Secondo AIFA,  l'importo totale per l'anno scorso è di €46,3 milioni, metà dei quali destinati soprattutto a Lombardia (18%) seguita da Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Veneto. Questo in teoria, perchè in pratica un terzo dell'importo non torna nelle casse regionali perché la validità del rimborso è contestata dall'azienda farmaceutica (22%) o la farmacia ospedaliera non lo richiede (11%). In base ai dati descritti nel rapporto, la percentuale di rimborsi dovuti ma non richiesti è particolarmente elevata in Piemonte (14%), Campania (15%), Molise (18%) e Calabria (23%), tutte regioni che sono sotto piano di rientro, con quel che ne consegue in termini d'imposizione fiscale locale, compartecipazione alla spesa e riduzione delle prestazioni assistenziali. Una risposta delle amministrazioni regionali è almeno auspicabile, se non proprio dovuta.

 

Sempre secondo AIFA, il 58% dei rimborsi teorici nel 2012 sono riferibili a bevacizumab, erlotinib e sorafenib. Nel rapporto non viene considerata la quota di rimborso rispetto alla spesa sostenuta dal SSN per i farmaci soggetti a contratto d'esito. Abbiamo allora provato a elaborare i dati disponibili nel rapporto, stimando anche la percentuale teorica del rimborso realmente affluito alle finanze regionali in base all'intervallo interquartile dei dati regionali.

In base a questa elaborazione, sembrerebbe che i contratti di cost-sharing siano i più efficienti per il SSN con stime di reale payback dell'8-10% della spesa. In pratica, il cost-sharing non è un contratto d'esito ma è uno schema di sconto sui primi mesi di terapia. Invece i contratti di payment-by-result risulterebbero meno efficienti con ritorni reali stimati inferiori al 5%. Se confermato, è un risultato apparentemente modesto, considerata la loro complessità gestionale e i costi amministrativi. Se così fosse, sarebbe più semplice ed efficiente concordare uno sconto (non ufficiale) sul prezzo ex-factory.

 

La pubblicazione di questi dati è un progresso importante per fare il punto sull'efficienza dei contratti di esito a 6 anni dal loro avvio. Sarebbe interessante poter disporre di maggiori dettagli (a.e. qual è la correlazione fra tipologia di contratto e inefficienza dovuta alle mancate richieste e alle contestazioni è correlata a spechi?) per ragionare sulla (ancora discussa) validità dei contratti d'esito secondo la prospettiva del SSN.

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