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… tutti giù per terra!” I nuovi farmaci oncologici in classe Cnn. Gli oncologi scrivono all’attuale ministro paventando il rischio di un razionamento occulto. Le associazioni dei pazienti protestano per la gravissima ingiustizia. Il ministro apre un tavolo di lavoro per capire cosa sta succedendo. L’ex ministro della Salute dichiara che la vendita a prezzo libero di farmaci oncologici non rispetta la ratio della legge che porta il suo nome. Ma una delle società produttrici comunica che è possibile acquistare i farmaci Cnn a un prezzo allineato con quello di altri paesi europei, in base alle disponibilità di budget, della regione o del paziente. E questa volta l’azienda sembra essere proprio nel giusto perché la legge così prevede.

 

Ciò che davvero sorprende è la “sorpresa” dell’istituzione pubblica sulle implicazioni pratiche di una legge approvata dal parlamento. I lettori di questa rubrica forse ricorderanno il commento del 24 Ottobre 2012 intitolato “La norma salvata” che, riflettendo sulla nuova procedura di autorizzazione e rimborso dei farmaci, concludeva domandandosi perché mai un produttore dovesse avviare una procedura di rimborso se gli veniva offerta la possibilità di vendere il proprio farmaco (“innovativo” e “salvavita” per definizione) a prezzo pieno?

Nessuna presunzione di una particolare lungimiranza: solo per affermare che il decreto così prevedeva fin dall’inizio e viene difficile pensare che gli esperti che hanno redatto il testo non abbiano valutato questa possibilità, che il Direttore Generale di AIFA ha chiaramente spiegato in una recente intervista: la nuova normativa “apre alla possibilità per le aziende di comunque accedere al rimborso tramite il SSN per un farmaco di cui hanno deciso loro il prezzo e che non hanno neppure negoziato”. E il paziente può ottenerlo a titolo gratuito in base all’articolo 32 della Costituzione che riconosce il diritto di accedere a una terapia autorizzata, non importa se rimborsata o meno, se “indispensabile e insostituibile per il trattamento di gravi condizioni o sindromi morbose che esigono terapie di lunga durata”.

Considerati i problemi sul tavolo (cominciando dai 2 miliardi di ticket da coprire e dall’incalzante deficit del budget farmaci per il 2013) forse sarebbe stato meglio evitare questo girotondo.

Una proposta che non richiede alcuna modifica della legge: AIFA pubblica on-line la valutazione del ruolo terapeutico e del beneficio addizionale del nuovo farmaco entro 6 settimane dalla data della determina di AIC se il produttore ha richiesto il rimborso (in caso contrario è sufficiente un breve comunicato). Questo documento sarebbe inoltre il riferimento per le regioni e gli ospedali per rispondere a richieste specifiche di rimborso nel caso in cui il farmaco venisse commercializzato a prezzo libero.

In attesa che le autorità superino (rapidamente) la sorpresa, è auspicabile che gli oncologi gestiscano con la consueta responsabilità l’ondata emotiva e sappiano consigliare i propri pazienti in modo appropriato laddove il produttore abbia già commercializzato il farmaco ben chiarendo che il beneficio atteso non è sempre la salvezza ma più probabilmente un prolungamento della sopravvivenza di qualche settimana.

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